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Cornigliano Ligure - Villa Durazzo Bombrini

 

 

 

Villa Durazzo Bombrini è una delle numerose dimore aristocratiche del ponente genovese: si trova a Cornigliano, nel nostro quartiere occidentale.

Venne costruita a partire dal 1752, su progetto di Pierre Paul De Cotte per il marchese di Gabiano, Giacomo Filippo II Durazzo.

L’impianto è quello tipico delle dimore aristocratiche francesi, con un corpo di fabbrica centrale e due laterali attorno a una vasta corte, struttura piuttosto inconsueta per il contesto genovese, ancora fortemente legato alle diffusissime architetture del tipo cinquecentesco ispirate dai disegni dell’architetto Galeazzo Alessi (Perugia, 1512-1572).

L’interno dell’edificio, tuttora considerato il maggiore esempio di architettura residenziale innovativa del 1700 nel territorio dell’allora Repubblica di Genova, è caratterizzato da un imponente scalone marmoreo a sbalzo e ospita due tele di Francesco Solimena, pittore campano vissuto fra il 1657 e il 1747, datate intorno al 1717.

Sul finire del XVIII secolo, epoca in cui visse l’ultimo doge, Giacomo F. Durazzo, la villa venne rimodernata e abbellita di stucchi e fregi dal Tagliafichi e adibita a sede di un ammirevole museo di Storia naturale.

Il Durazzo cedette in seguito la villa al nobile Ala Ponzoni in cambio di vaste terre nel Milanese.

In quest’epoca, precisamente il 7 aprile e il 15 maggio 1815, il pontefice Pio VII fu ospite nel grande palazzo i cui giardini erano adornati da magnifiche statue. Un primo importante avvenimento che ha modificato la fisionomia del parco è stata la costruzione, avvenuta nel 1856, della nuova ferrovia Genova-Voltri che tagliò il legame dell’edificio con il mare.

In quell’anno la villa divenne di proprietà della casa reale di Savoia. Qui il re Vittorio Emanuele II elesse la residenza estiva del figlio quartogenito, il principe Oddone Eugenio Maria. Nato con una grave malattia genetica, dall'età di due anni ne mostrò i sintomi invalidanti (nanismo e deformità nello sviluppo); venne purtroppo posto ai margini dalla vita di corte per le precarie condizioni. Dotato di intelligenza non comune, intraprendenza e vivacità intellettuale, si dedicò allo studio, interessandosi a varie materie, scientifiche e artistiche. Gli piaceva la Liguria. Per esempio a Pegli (allora comune autonomo) scendeva a Villa Lomellini Rostan. Oltre che per il clima mite, che giovava alle sue condizioni fisiche, la scelta fu dettata dalla grande passione per il mare nata già negli anni dell’infanzia, quando la famiglia reale trascorreva periodi di vacanza alla Spezia. Breve fu il ritorno a corte nell'autunno, dato che, notato l'effetto positivo che il periodo trascorso in Liguria aveva portato sia al fisico che allo spirito, gli fu accordato dal padre il permesso di trasferirsi definitivamente a Genova, prendendo dimora prima a Palazzo Reale e poi a Cornigliano. Dopo la sua prematura morte, avvenuta nel 1866, la villa venne nuovamente messa in vendita: nel 1872 divenne proprietà del cavalier Patrone e alla fine del XIX secolo fu acquistata con precisi intenti speculativi dalla famiglia Bombrini.

Iniziarono la loro opera demolitrice alienando le statue dei giardini e quanto di bello esisteva nei saloni e nelle stanze.

Da allora iniziò il declino del palazzo, sede dapprima di un ospedale di cronici poi trasferiti a Coronata e, quindi, degli uffici della “Gio. Ansaldo&C.” e, successivamente della “Ansaldo S.A.”

Nel 1951 la proprietà passò alla “Sidermec” e nel 1952 alla “Cornigliano Spa” a seguito della fusione delle due società.

Poi, il palazzo adibito ancora a sede di uffici, venne parzialmente restaurato nel 1958, limitatamente all’atrio, allo scalone e ai due grandi saloni del primo piano. Fu in quel periodo che vennero alla luce le due grandi tele attribuite al Solimena.

Dal 2008 l’edificio è di proprietà della società “Per Cornigliano”, società costituita appositamente nell’ambito dell’azione di recupero delle aree deindustrializzate di Cornigliano, che lo ha adibito a sede di mostre, eventi musicali e conferenze. 



Tratto integralmente da ilCorniglianese (mensile di Cornigliano Ligure) di settembre 2020 a pagina 22 titolato

 

Oddone di Savoia, la storia

di un principe sfortunato

che amava Villa Bombrini

di Antonio Bosoni



04 ottobre 2020